La rabbia mi prende e mi soffoca.
Come da piccola, quando guardavo il panorama e provavo a disegnarlo... niente.
Non c'era verso di riuscire a catturarlo, di farlo ubbidiente e remissivo.
Ecco, ho scoperto che la scrittura ha la stessa indole, gli stessi vezzi.
Amarla non serve. Bisogna allenare la mano, lavorare sul tratto... altrimenti non si conclude niente. Si vagherà per sempre nella mediocrità più incresciosa.
Sembra assurdo, ma quando chiudo il quaderno e rimango da sola con la mia testa, ecco che tutto diventa nuovamente poetico, le parole si abbracciano e danzano gaie. Sento proprio una voce narrante, che detta, battendo i piedi esasperata perché ancora non scrivo.
Appena corro a prendere il taccuino... niente, uno scarabocchio da asilo!
La rabbia mi prende e soffoca il mio "ma vaff..." sul nascere.
venerdì 23 marzo 2012
domenica 4 marzo 2012
B. honest
Nel vecchio continente, B. saltellava da un angolo pieno di fogliame a una panchina, armata di macchina fotografica, raccontandosi: "io sì che ho la passione della fotografia".
-_-'
Nel vecchio continente, B. si tuffava in qualsiasi cosa rasentasse il giallo, affermando compiaciuta: "io sì che so divorare un libro".
'>_>
Nel vecchio continente, B. impiegava circa ottocento anni a completare una sciarpa a maglia (con risultati soddisfacenti, per carità) e correva nel mondo sbandierando la sua "viscerale passione per la maglia".
...
Dal nuovo continente, B. riceve una lettera:
Cara B.,
tu sì che non hai capito un ca°°o!!
La passione arde, il fuoco brucia, il bruciore fa male. Per sopportare una passione ci vuole forza, fermezza, costanza e sacrificio.
Devi litigare con una macchina fotografica, capirne il meccanismo e svelarne i segreti. Non basta portartela dietro, sporadicamente, puntare passivamente l'obiettivo verso un oggetto e... click, finito.
Devi litigare con un libro, prenderne uno su un argomento che pensi di conoscere e su cui ti sei costruita un prefabbricato di idee e leggerlo in silenzio. Mollarlo sul letto, no, riprendilo! Tenere il dito fermo su un punto e non mangiare, non bere, non accavallare le gambe. Immobile. Ti concedo solo di guardare fuori dalla finestra, per digerire una frase, un concetto, smaltire la luce improvvisa di una porta che si apre su un pregiudizio buio. Portatelo dietro, sentine il peso, fisico e morale, sulla schiena, nel sangue.
Tieni accanto i seguenti: matita, blocco di carta, penna, post-it, occhiali.
Apri la tua mente a concetti nuovi, diversi. Leggi quei libri di cui tutti parlano, ma che hanno letto solo in cinque. E a tal proposito, piantala di dire che il tuo autore preferito è Italo Calvino, perché di lui hai letto soltanto tre romanzi e poi ti sei impigrita e sei passata alla Signora in Giallo.
Devi litigare con le tue mani. Prendi i ferri e inizia a sperimentare. Fatti venire i calli, tieni a bada la tua passività e cerca di capire cosa diamine stai facendo, cosa devi fare. Osserva bene la trama del tuo lavoro, così, se ti scappa un punto, piuttosto che scapicollarti (no, tu non ti scapicolli, tu ti blocchi per settimane prima che il caso ti conduca dalla signora R.) a piagnucolare perché ti si riprendano i punti.
Litiga anche con le tue idee, con le tue convinzioni. Prendi le tue prime impressioni per le corna. Sbatti i preconcetti al muro e smetti di giudicare.
Prenditi meno sul serio e se non ne sai niente di una cosa, ammettilo. Così saprai quali lacune colmare.
Perché, fidati di me, tu di passione ne hai molta, ma è una passione teorica, embrionale. Al posto di fare legna per il camino, hai comprato il poster di un fuoco acceso e gliel'hai appeso davanti. Sono anni che ti scaldi con un'immagine.
Fidati di me, lo dico soltanto per il tuo bene.
Con affetto,
-_-'
Nel vecchio continente, B. si tuffava in qualsiasi cosa rasentasse il giallo, affermando compiaciuta: "io sì che so divorare un libro".
'>_>
Nel vecchio continente, B. impiegava circa ottocento anni a completare una sciarpa a maglia (con risultati soddisfacenti, per carità) e correva nel mondo sbandierando la sua "viscerale passione per la maglia".
...
Dal nuovo continente, B. riceve una lettera:
Cara B.,
tu sì che non hai capito un ca°°o!!
La passione arde, il fuoco brucia, il bruciore fa male. Per sopportare una passione ci vuole forza, fermezza, costanza e sacrificio.
Devi litigare con una macchina fotografica, capirne il meccanismo e svelarne i segreti. Non basta portartela dietro, sporadicamente, puntare passivamente l'obiettivo verso un oggetto e... click, finito.
Devi litigare con un libro, prenderne uno su un argomento che pensi di conoscere e su cui ti sei costruita un prefabbricato di idee e leggerlo in silenzio. Mollarlo sul letto, no, riprendilo! Tenere il dito fermo su un punto e non mangiare, non bere, non accavallare le gambe. Immobile. Ti concedo solo di guardare fuori dalla finestra, per digerire una frase, un concetto, smaltire la luce improvvisa di una porta che si apre su un pregiudizio buio. Portatelo dietro, sentine il peso, fisico e morale, sulla schiena, nel sangue.
Tieni accanto i seguenti: matita, blocco di carta, penna, post-it, occhiali.
Apri la tua mente a concetti nuovi, diversi. Leggi quei libri di cui tutti parlano, ma che hanno letto solo in cinque. E a tal proposito, piantala di dire che il tuo autore preferito è Italo Calvino, perché di lui hai letto soltanto tre romanzi e poi ti sei impigrita e sei passata alla Signora in Giallo.
Devi litigare con le tue mani. Prendi i ferri e inizia a sperimentare. Fatti venire i calli, tieni a bada la tua passività e cerca di capire cosa diamine stai facendo, cosa devi fare. Osserva bene la trama del tuo lavoro, così, se ti scappa un punto, piuttosto che scapicollarti (no, tu non ti scapicolli, tu ti blocchi per settimane prima che il caso ti conduca dalla signora R.) a piagnucolare perché ti si riprendano i punti.
Litiga anche con le tue idee, con le tue convinzioni. Prendi le tue prime impressioni per le corna. Sbatti i preconcetti al muro e smetti di giudicare.
Prenditi meno sul serio e se non ne sai niente di una cosa, ammettilo. Così saprai quali lacune colmare.
Perché, fidati di me, tu di passione ne hai molta, ma è una passione teorica, embrionale. Al posto di fare legna per il camino, hai comprato il poster di un fuoco acceso e gliel'hai appeso davanti. Sono anni che ti scaldi con un'immagine.
Fidati di me, lo dico soltanto per il tuo bene.
Con affetto,
Consuelo
giovedì 1 marzo 2012
B. at the bus stop
She was sitting on the frozen bench of the bus stop. A big blue book in her hands.
The latter, almost numb for the cold, but still feeling the soft and coarse nature of the pages.
Snow calming everything down with her silent charm.
She had found happiness.
martedì 28 febbraio 2012
B. the fishergirl
Seduta sulla sponda del fiume Consuelo, osservo il flusso di parole che ne compongono il corpo evanescente.
In questo marasma di fonemi riesco appena a intravedere la mia preda. Un pensiero con capo e coda, che peserà sui cinque chili. Ma come armamentario sono le mie nude mani, invecchiate dal gelido vento del nord.
Non mi resta che immergermi nel flusso fino alle ginocchia e piegarmi in avanti per fissare quel racconto che mi si svela dinanzi.
Conoscere bene la preda per poterne anticipare i movimenti.
Prima o poi il mio amo d'inchiostro riuscirà a catturarlo. Ne sono sicura.
Io intanto osservo...
giovedì 12 gennaio 2012
B. International
Ci sono dei momenti in cui tutto assume una luce particolare.
Dei momenti straordinari in cui, presi da folle coraggio cowboy, ci lanciamo contro la nostra vita e l'afferriamo per le corna.
Anche B. ha avuto questo momento da cowgirl (vegetariana, ovviamente) e ha preso al lazo un'occasione particolare. Risultato? Fra una settimana esatta B. poserà il suo derrière su un volo intercontinentale per gli Stati Uniti, diretta in un'Università del Massachusetts, insieme a una sua collegamica.
A volte l'Italia le sta stretta... le dà fastidio. Amore e odio quanto vuoi, ma troppo spesso odio, per l'ottusità, per le poche opportunità e per qualcos'altro con l'accento sulla a che non le viene in mente!
B. e il Bel paese si prendono una pausa di riflessione, durante la quale la nostra eroina non-oppiacea si dedicherà alla sua istruzione magistrale e alla traduzione american style.
Chissà che avventure (e che freddo) troverà ad attenderla. Ma lei, in puro spirito avventuroso, ci si lancia col sorriso sulle labbra, perché ogni pagina di questa storia sia ricca di avvenimenti faaaaaaaaavolosi!
Sicuramente ci saranno momenti no (Orso! Where are thou?) e momenti nì (mmm, dividere la doccia dice?), ma chissene? Tutto passa e tutto è maestro di vita, si vede che B. rielaborerà un nuovo tipo di privacy e che imparerà a lottare con gli orsi polari e a scivolare (possibilmente sullo slittino, anche se si teme l'alternativa pedonale) su ogni cosa.
Perché B. vuole prendere tutto come un gioco (tipo sapientino), come una possibilità per svelare le sue mille capacità che non vede l'ora di condividere col mondo finora conosciuto, come una sfida a se stessa e alle sue paure (brutteecattive), nella speranza di scrollarsele di dosso una buona volta!
Bene, B.afécionados, adesso B. vi lascia e torna a lavoro (finora qui si è creduto che le sue dita pigiassero professionalmente sul computer dell'ufficio -__-')!!
Che la patatosità sia con voi!
Hasta la gattara, siempre!
Dei momenti straordinari in cui, presi da folle coraggio cowboy, ci lanciamo contro la nostra vita e l'afferriamo per le corna.
Anche B. ha avuto questo momento da cowgirl (vegetariana, ovviamente) e ha preso al lazo un'occasione particolare. Risultato? Fra una settimana esatta B. poserà il suo derrière su un volo intercontinentale per gli Stati Uniti, diretta in un'Università del Massachusetts, insieme a una sua collegamica.
A volte l'Italia le sta stretta... le dà fastidio. Amore e odio quanto vuoi, ma troppo spesso odio, per l'ottusità, per le poche opportunità e per qualcos'altro con l'accento sulla a che non le viene in mente!
B. e il Bel paese si prendono una pausa di riflessione, durante la quale la nostra eroina non-oppiacea si dedicherà alla sua istruzione magistrale e alla traduzione american style.
Chissà che avventure (e che freddo) troverà ad attenderla. Ma lei, in puro spirito avventuroso, ci si lancia col sorriso sulle labbra, perché ogni pagina di questa storia sia ricca di avvenimenti faaaaaaaaavolosi!
Sicuramente ci saranno momenti no (Orso! Where are thou?) e momenti nì (mmm, dividere la doccia dice?), ma chissene? Tutto passa e tutto è maestro di vita, si vede che B. rielaborerà un nuovo tipo di privacy e che imparerà a lottare con gli orsi polari e a scivolare (possibilmente sullo slittino, anche se si teme l'alternativa pedonale) su ogni cosa.
Perché B. vuole prendere tutto come un gioco (tipo sapientino), come una possibilità per svelare le sue mille capacità che non vede l'ora di condividere col mondo finora conosciuto, come una sfida a se stessa e alle sue paure (brutteecattive), nella speranza di scrollarsele di dosso una buona volta!
Bene, B.afécionados, adesso B. vi lascia e torna a lavoro (finora qui si è creduto che le sue dita pigiassero professionalmente sul computer dell'ufficio -__-')!!
Che la patatosità sia con voi!
Hasta la gattara, siempre!
giovedì 1 dicembre 2011
B. got lost!
Vorrei poter scrivere qualcosa che vi lasci senza fiato.
Vorrei, con una sequenza di numeri binari nero su bianco, riuscire a creare per voi un mondo meraviglioso, in cui tutto funziona come desiderate.
Vorrei trovare quel bottone, nascosto da qualche parte dentro ognuno di noi, che vi aiuti a rilasciarvi e a far scattare la molla che vi dia la forza di alzarvi ogni mattina.
Ma non ci riesco. Io per prima mi ritrovo senza spinta. In panne in mezzo alla mia vita: viale deserto in cui l'unica persona che mi è a fianco, il mio compagno di cammino, non può nulla per sistemare il guasto.
Perché non dipende da lui. Questo la Carrozzeria Orso non lo può sistemare. Questo devo farlo io.
Chiave inglese alla mano, devo riuscire a riavvitare i pezzi e a mettermi in marcia.
Non si tratta di disperazione o di problemi, semplicemente di un dubbio enorme che a volte mi stordisce e mi lascia smarrita: dove sto andando?
E dire che mi credevo assolta dalle mille domande simil-filosofiche che mi tormentavano, tipo romanzo settecentesco.
Invece una sera, guardando la pila delle traduzioni da fare, mi sono chiesta come mai non trovassi il tempo per lavorarci su, come mai non sentissi mai la spinta a fare di più, del mio meglio.
Mentre Orso si tuffa a capofitto nel lavoro e cerca sempre di dare il meglio di sé, io fisso il foglio bianco che è la mia vita, non sapendo bene come iniziare a scriverci sopra. E scriverci cosa?
La cosa strana è che non mi sento indietro rispetto a lui, non ho l'ansia di raggiungerlo. Sono solo triste nel vederlo al margine della strada, che mi osserva preoccupato, mentre io cerco di individuare il guasto al mio motore. Mi dispiace di farlo preoccupare per me. È così dolce.
Se soltanto avessi preso una mappa alla partenza, se soltanto avessi fatto delle scelte coscienti e oculate.
Invece, il mio astigmatismo ipermetropico si è esteso alla mia mente, non riesco a mettere a fuoco certe cose e non riesco a trovare l'intervento refrattivo che faccia al caso mio.
Ho mosso dei passi inerti e indifferenti nella direzione in cui andavano tutti, senza chiedermi quale fosse la mia uscita. Tempo niente mi sono ritrovata su un'autostrada diretta non so dove, con un paesaggio che mi lasciava incerta e ansiosa.
Adesso che mi ritrovo lungo una strada in cui ci si può fermare di lato, eccomi qui con le mani ai capelli, che mi maledico per non averci pensato prima, per non aver lasciato delle molliche di pane, non aver segnato un nome, un indirizzo, non aver capito dove stavo andando e come tornare indietro.
Sicuramente la vita è un senso unico, quindi di tornare indietro non se ne parla, ok. Ma allora dove proseguo? Vado bene di qui? Qualcuno mi può rispondere? Sapete quanto disti la mia meta? Sapete qual è?
Io non lo so e non lo sto scoprendo. Orso non me lo può dire perché ci sono io al volante della mia esistenza. Lui mi può consigliare un'uscita, ma non può certo aggrapparsi al volante e dirmi dove devo condurmi.
A volte vorrei avere il pilota automatico.
A volte vorrei avere il pilota automatico.
giovedì 20 ottobre 2011
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